La Parete della Saggezza

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Avevo appena finito di fare la mia meditazione quotidiana, apro gli occhi per riprendere contatto con la realtà che mi circondava, di fronte a me seduto a gambe incrociate vi era il grande saggio con il suo libro e le sue orecchie a punta.
Stavo per aprire bocca per dirgli qualcosa mentre lui mi guardava con i suoi occhi neri e penetranti e mi disse: “Hai appena finito di fare un tuo viaggio, ora ne inizierà un altro, non mi chiedere dove andiamo e cosa faremo l’unica cosa posso dirti è che mi serve il tuo aiuto. Sei pronta?”
Io non potevo dirgli di no, anzi era proprio impossibile dirgli di no per il semplice fatto che la sua voce era carica di potere e il tono era molto profondo, quindi era veramente impossibile… Chiudi di nuovo i tuoi occhi il nostro viaggio nel mondo dell’invisibile sta per iniziare faremo visita ad alcuni bambini nelle loro stanze mentre stanno dormendo… Mi affidai e devo dire che il viaggio fu veramente interessante. Mi disse però prima d’iniziare le nostre visite abbiamo bisogno di un aiutante quindi andremo a far visita a Catia e poi partiremo … e così facemmo.

Andammo da Catia che dormiva come un ghiro e quando ci vide disse mi avete fatto prendere uno spavento, gli raccontammo tutto e anche lei disse: ok ci sto. Cosi partimmo l’unica cosa che chiedevamo al Grande Saggio è cosa dovevamo fare e lui ci rispose dovete svegliare i bambini la prima bambina dove andremo sarà Nicol. Viaggiavamo nell’invisibilità quindi ci ritrovammo direttamente nel centro della cameretta di Nicol mi avvicinai a lei, piano piano con molta dolcezza cercai di svegliarla.
La piccola appena sveglia mi guarda e cerca di chiamare la mamma ma gli dissi: “Nicol tranquilla stiamo per fare un bel viaggio e prima che i tuoi genitori si sveglieranno sarai di nuovo nel tuo lettino con tuo orsacchiotto pronta per andare a scuola”. Lei mi guardò con i suoi grandi occhi e mi disse: “Posso portare con me il mio orso?” Gli risposi: “certo che siii!”.
Mi abbracciò chiudemmo gli occhi e raggiungemmo il Grande Saggio e Catia, di seguito gli altri bambini andammo da Petra, Emma, Luca, Leonardo, Filippo ogni uno di loro aveva portato con sé qualcosa: chi l’orso, copertina, zainetto, ecc… Erano circa una decina di bimbi erano un po’ spaesati, incuriositi, impauriti. Il Grande Saggio li rassicurò e ci portò tutti insieme in una grande stanza.

Il Grande Saggio chiese: “Avete fame?” Nessuno rispose e lui: “Pronto, c’è qualcuno che mi risponde? Io lo so che avete fame, dietro di voi c’è un tavolo con della cioccolata calda, té, latte biscotti ecc.. quindi se volete apriamo le danze per la colazione, prima ci mettiamo in cerchio e ogni uno di voi si presenterà lo so che siete timidi… io conosco la vostra storia, so come andate a scuola, conosco le vostre paure, conosco le cose che avreste voluto dire ma non l’avete fatto, insomma posso raccontarvi anche come dormite la notte. Vi darò il bastone parlante che girerà nel cerchio, mi raccomando quando uno di voi ha il bastone parlante quel bambino non può essere interrotto per nessun motivo. Iniziamo? Partiamo da lui”.
Non disse il suo nome, lo indicò semplicemente, il bimbo si guardò intorno e disse: “Io?” con un tono un pò tremolante e lui annuii con la testa. Il bimbo prese il bastone parlante e disse: “Mi chiamo Filippo ho otto anni”.
E così via ogni bambino si presentò. Iniziarono a prendere confidenza con il luogo, tra di loro e con il grande Saggio. Poi ad un certo punto alla fine delle presentazioni il grande saggio disse: “vediamo se questa volta c’è qualcuno che mi risponde. Pronto, c’è qualcuno che vuole fare colazione per aprire le nostre danze magiarecce?” Tutti insieme questa volta risposero: “io voglio il latte”, “io la cioccolata!” e il grande saggio tutto soddisfatto disse: “e danze siano… avvicinatevi al tavolo dove troverete Elisa e Catia che vi aiuteranno”.

Ognuno di loro prese qualcosa ma non sapevano che su ogni bicchiere c’era una scritta IO MI AMO E MI ACCETTO COSI COME SONO, LASCIO ANDARE LA MIA PAURA PER RITROVARE IL MIO CORAGGIO.” Il Grande Saggio disse: “sono felice di quello che stiamo creando tutti insieme, appena avete finito ritornate al centro della stanza e rifaremo il cerchio”.
Li lasciò liberi per 5 minuti, poi prese la campanella iniziò a suonare per riformare il cerchio… Si formò il cerchio con un’energia completamente diversa, i bambini erano motivati per continuare il loro viaggio. Il Grande Saggio gli parlò di quanto era importante stare insieme agli altri bambini, di comunicare i loro pensieri, di avere un diario dove poter scrivere il loro vissuto. I bambini lo guardavano con attenzione ascoltavo ed erano affascinati dal personaggio che avevano di fronte a loro, anche io e Catia eravamo rapite dai discorsi che faceva.

Non potevi non ascoltarlo, la sua voce era profonda e modulava i suoi toni. Ad un certo punto esordì dicendo: “ora tutti in piedi e facciamo un bel girotondo al mio 3, 1-2-3 VIA!” I bambini iniziarono a girare, e lui: “più forte, sempre di più, e mentre giriamo, cantiamo”. Iniziarono a cantare e a girare sempre più forte, fin quando un bimbo cadde a terra e tutti si fermarono. Il Grande Saggio disse: “che succede quando un bimbo cade nel cerchio?” Tutti si guardarono… e lui continuò spiegando l’importanza del cerchio: “Nel cerchio siamo tutti uguali, nel cerchio nessuno è davanti o dietro. Se qualcuno cade c’è sempre qualcuno che ti sostiene com’è successo a Luca, Filippo ed Emma l’hanno sostenuto. E nella vita di tutti i giorni chi vi sostiene?” E nessuno rispose… Nicol si fece coraggio e disse: “forse mamma e papà?”
“Finché sarete piccoli sì, poi quando sarete più grandi ed avrete una vostra consapevolezza sarete voi stessi a darvi coraggio e sperimenterete la vostra forza interiore. Ora ci sposteremo in un’altra stanza quindi ricordatevi del cerchio, ricordatevi che non sarete soli ci sono Elisa & Catia con voi, quindi pronti per superare il secondo step. Formeremo una fila indiana all’inizio della fila ci sono Io, Catia sarà a metà ed infine chiuderemo la fila con Elisa. Prima di formare la fila indiana ed uscire da qui faremo ancora un altro gioco prima ve lo farò vedere e poi lo faremo tutt’insieme”.

“C’è un punto nel nostro corpo che è legato alla paura e sta sotto alle clavicole” indicò il punto e ci disse: “prima di picchiettarlo, mettiamo indice e medio sotto al naso e fate dei piccoli cerchi, poi passate al centro del mento e infine sull’osso sacro scodinzolando come fanno i cagnolini”. Emma disse: “A cosa serve?”

Il Grande Saggio risposte: “Brava, bella domanda! Andremo a calmarci per poi entrare nel cunicolo senza la luce. Ora picchietteremo il punto della paura e lo faremo per 5 minuti. Pronti? via! Tutti insieme ripetiamo: IO MI AMO E MI ACCETTO CON TUTTA LA MIA PAURA ORA DECIDO DI LASCIARLA ANDARE E DI ENTRARE NEL MIO CORAGGIO”. Picchiettarono il punto per 5 minuti per affrontare il buio del cunicolo, si disposero in fila indiana e il grande saggio disse: “lasciate qui zainetti, copertine orsi, ecc.. tutto questo ora non vi serve più ricordatevi è come essere in un cerchio, non siete soli”. Si avviarono.

Camminarono per un pò, all’inizio ognuno di loro trovò delle difficoltà ma il grande saggio li rassicurò dicendo che erano i bambini più coraggiosi, più bravi e che alla fine del cunicolo c’era una bellissima luce… e finalmente questa luce arrivò. I bambini iniziarono a ridere e qualcuno disse: “Ce l’abbiamo fatta!” e lui rispose: “Sì, bravissimi. Battete il cinque!” “Ma non è finita, di fronte a noi c’è una porta. Chi la vuole aprire?”
Petra disse: “Io! io! io!” Così aprì la porta e si trovarono in una stanza tutta bianca e non capivano, il grande saggio disse: “scegliete una parete e mettetevi di fronte alla parete che avete scelto e sentite come volete stare, se in piedi o seduti con la testa appoggiata. Scegliete una posizione comoda.”
Così ognuno di loro trovò la sua posizione, il grande saggio disse: “Ora chiudete gli occhi e fate 3 respiri profondi, poi aprite gli occhi. Di fronte a voi ci sono delle matite, giratevi verso la parete e iniziate a scrivere quello che avete appreso in questo viaggio nell’invisibile.”

Così ogni bambino scrisse qualcosa e iniziarono a creare il loro capolavoro. Ognuno di loro diede qualcosa alle pareti. Una parete disse: “la vita è come una tela bianca dove ogni artista giorno dopo giorno con un pennello le dà vita. Al termine questa parete sarà il vostro passato, presente, ciò che siamo stati e ciò che abbiamo vissuto in questi meravigliosi anni.”
La parete a nome delle altre pareti gli disse: “ora rimettetevi nella posizione iniziale di quando eravate entrati”, cosi ogni bambino riprese la posizione iniziale. C’è chi era seduto a gambe incrociate, chi si era sdraiato. Erano tutti sistemati, quando accadde qualcosa di meraviglioso.

Dalle pareti uscirono delle lunghe braccia che in base a come erano posizionati i bambini li presero in braccio, da un’altra parete le lunghe braccia abbracciavano il bambino oppure semplicemente venivano coccolati. Ogni parete ricordò al bambino di quanto è importante avere nella propria cameretta una parete tutta bianca per poter esprimere i propri pensieri, disegni ma tutto con rispetto.
Le pareti salutarono i bambini e il grande saggio disse: “Bambini sbrighiamoci, si sta facendo tardi.”

Così i bambini ripresero tutto, il grande saggio iniziò ad accompagnare i bambini nel proprio letto. Il mattino seguente ogni bambino raccontò il sogno ai propri genitori che alla fine gli regalarono una parete della propria cameretta.

Anch’io da piccola avevo una mia parete dove scrivevo al mio amico invisibile, poi crescendo scrissi delle poesie, le mie amiche quando venivano scrivevano qualcosa di loro, ed ora quella parete rappresenta la mia vita. La Parete della saggezza… GRAZIE che fai parte della mia vita.

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